ARRIVEDERCI E GRAZIE è un progetto editoriale in due volumi che esplora la soggettività della percezione e il potenziale nascosto degli oggetti quotidiani. Partendo da scontrini termici bruciati con comuni utensili domestici, genera forme astratte e inattese che innescano la pareidolia: il fenomeno psicologico in cui la mente riconosce forme familiari — volti, lettere o figure — anche in stimoli casuali o ambigui. Questa dinamica rivela un profondo bisogno umano di significato. Di fronte all’ambiguità, cerchiamo istintivamente connessioni, senso, struttura — un processo mentale che trasforma l’ordinario in simbolico.


Il progetto si inserisce in una linea storica che mette in discussione i confini tra arte e quotidianità. Marcel Duchamp, con il suo ready-made Fountain (1917), elevò un orinatoio prodotto in serie a opera d’arte semplicemente cambiandone il contesto. Andy Warhol, ùcon Campbell’s Soup Cans (1962), trasformò serialità e ripetizione in icone culturali, dimostrando che anche oggetti industriali possono acquisire valore visivo e simbolico. Allo stesso modo, ARRIVEDERCI E GRAZIE riflette sull’atto del vedere. Non si tratta di estetizzare lo scarto, ma di rivelare come ciò che spesso passa inosservato possa diventare immagine, linguaggio, metafora.


I due volumi, Thermal Figures e Thermal Traces, presentano rispettivamente una raccolta di frammenti di scontrini ingranditi e stampati su carta da quotidiano e una tipografia sperimentale nata dallo stesso processo. Due opere indipendenti ma interconnesse, che suggeriscono un modo diverso di guardare: più lento, attento e aperto all’inatteso.

Cliente

ISIA Urbino

Prodotti

2 editoriali
Lettering
Piattaforma online

Anno

2023

Servizi

Direzione creativa

Fotografia

ARRIVEDERCI E GRAZIE

ARRIVEDERCI
E GRAZIE

ARRIVEDERCI
E GRAZIE

ARRIVEDERCI E GRAZIE è un progetto editoriale in due volumi che esplora la soggettività della percezione e il potenziale nascosto degli oggetti quotidiani. Partendo da scontrini termici bruciati con comuni utensili domestici, genera forme astratte e inattese che innescano la pareidolia: il fenomeno psicologico in cui la mente riconosce forme familiari — volti, lettere o figure — anche in stimoli casuali o ambigui. Questa dinamica rivela un profondo bisogno umano di significato. Di fronte all’ambiguità, cerchiamo istintivamente connessioni, senso, struttura — un processo mentale che trasforma l’ordinario in simbolico.


Il progetto si inserisce in una linea storica che mette in discussione i confini tra arte e quotidianità. Marcel Duchamp, con il suo ready-made Fountain (1917), elevò un orinatoio prodotto in serie a opera d’arte semplicemente cambiandone il contesto. Andy Warhol,

ùcon Campbell’s Soup Cans (1962), trasformò serialità e ripetizione in icone culturali, dimostrando che anche oggetti industriali possono acquisire valore visivo e simbolico.

Allo stesso modo, ARRIVEDERCI E GRAZIE riflette sull’atto del vedere. Non si tratta

di estetizzare lo scarto, ma di rivelare come ciò che spesso passa inosservato possa

diventare immagine, linguaggio, metafora.


I due volumi, Thermal Figures e Thermal Traces, presentano rispettivamente una raccolta

di frammenti di scontrini ingranditi e stampati su carta da quotidiano e una tipografia sperimentale nata dallo stesso processo. Due opere indipendenti ma interconnesse, che suggeriscono un modo diverso di guardare: più lento, attento e aperto all’inatteso.

ARRIVEDERCI E GRAZIE è un progetto editoriale in due volumi che esplora la soggettività della percezione e il potenziale nascosto degli oggetti quotidiani. Partendo da scontrini termici bruciati con comuni utensili domestici, genera forme astratte e inattese che innescano la pareidolia: il fenomeno psicologico in cui la mente riconosce forme familiari — volti, lettere o figure — anche in stimoli casuali o ambigui. Questa dinamica rivela un profondo bisogno umano di significato. Di fronte all’ambiguità, cerchiamo istintivamente connessioni, senso, struttura — un processo mentale che trasforma l’ordinario in simbolico.


Il progetto si inserisce in una linea storica che mette in discussione i confini tra arte e quotidianità. Marcel Duchamp, con il suo ready-made Fountain (1917), elevò un orinatoio prodotto in serie a opera d’arte semplicemente cambiandone il contesto. Andy Warhol, ùcon Campbell’s Soup Cans (1962), trasformò serialità e ripetizione in icone culturali, dimostrando che anche oggetti industriali possono acquisire valore visivo e simbolico. Allo stesso modo, ARRIVEDERCI E GRAZIE riflette sull’atto del vedere. Non si tratta di estetizzare lo scarto, ma di rivelare come ciò che spesso passa inosservato possa diventare immagine, linguaggio, metafora.


I due volumi, Thermal Figures e Thermal Traces, presentano rispettivamente una raccolta

di frammenti di scontrini ingranditi e stampati su carta da quotidiano e una tipografia sperimentale nata dallo stesso processo. Due opere indipendenti ma interconnesse, che suggeriscono un modo diverso di guardare: più lento, attento e aperto all’inatteso.

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